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foto della band DePookan

Scritto da E. Joshin Galani | 8 Ottobre 2025 | L’intervista

DePookan, storica formazione toscana composta dal duo Susy (Luana) Berni e Nicola Cavina, ha segnato il panorama musicale alternativo fin dal loro esordio negli anni ’90.
Tornano con “Sang et Cendre”, il loro secondo album che segna il rientro sulle scene dopo quasi trent’anni di silenzio. Il nuovo lavoro, già disponibile in digitale, arriverà il 10 ottobre in formato CD per RadiciMusic Records.
“Sang et Cendre” non è solo un album, ma un viaggio sonoro che fonde la tradizione musicale celtica con elementi di rock, elettronica e influenze world. Le tracce sono un incanto di storie fantastiche, rituali arcaici e atmosfere misteriose che sembrano venire da un altro tempo e luogo, ma che arrivano all’ascoltatore con una forza palpabile e una contemporaneità sorprendente.

Ciao Susy, ciao Nicola, siamo molto felici di ospitare l’anteprima del vostro nuovo video!
Le immagini della clip di “Talyesin Merlino”, sono girate al bellissimo Mulinaccio di Scandicci, costruito nel Seicento. E‘ un luogo evocativo, carico di storie non ufficiali che evocano presenze tra i ruderi. Cosa vi ha attratto di questo posto per per dare corpo alla narrazione del brano?

Susy: Innanzitutto vi ringraziamo di cuore per averci ospitato a “casa” vostra.
Stavo cercando una location “particolare” non soltanto “un bel posto” dove fare il girato di Talyesin Merlino; cercando sui motori di ricerca scoprì questo luogo denso di vissuto; facemmo una prima visita (io e Duccio) lo sentì perfetto, denso di energia, era un luogo aperto su due mondi era il posto perfetto per “Talyesin Merlino”.

“Talyesin Merlino” è un brano che racconta una versione molto umana della figura di Merlino, un personaggio in bilico tra l’istinto e la consapevolezza, tra il guerriero e il mago.
Emerge la sete di vendetta e il richiamo della sua natura magica, forse rappresenta un contrasto necessario per fare le nostre scelte interiori.
Quanto è importante oggi riscoprire ciò che ci rende autentici, intuitivi, in qualche modo “magici”, per sentire, immaginare e trasformarci?

Susy: Credo che per un artista sia fondamentale, per un essere umano, invece dipende dalla consapevolezza di sé, dal percorso che una persona segue o anche non segue, non siamo separati dagli altri esseri che incontriamo; il resto sono gamme emozionali, ma sono appunto emozioni che si possono integrare; la nostra parte “Magica” se ben diretta ci porta sulla strada tante vie, tanti percorsi… la domanda che mi pongo io: questa strada ha un cuore? Questo, almeno per me è il fondamento del “magico”, ovvero una continua trasformazione come L’Uroboro dell’alchimia.

Nicola: Credo che sia alla base della crescita della persona. Voglio dire, se non siamo capaci di immaginare il nostro futuro non lo potremo mai realizzare ed è una cosa importante specialmente riguardo al momento che stiamo vivendo.
Dobbiamo creare nella nostra mente l’immagine del mondo che vorremmo per realizzarlo.
Se ognuno di noi si occupasse del benessere delle persone che gli sono vicine vivremmo tutti in un vero paradiso terrestre.

foto della band DePookan

Susy, nel video hai interpretato la strega; hai raccontato di aver cercato a lungo il volto giusto per Merlino, fino a quando non hai incontrato Duccio Pacini.
Cosa ti ha fatto capire che lui era la scelta giusta?

Perché nella mia “visualizzazione” di “Talyesin Merlino” aveva quelle caratteristiche sia fisiche che di energia che ho ritrovato in Duccio Pacini, sapevo che solo lui poteva essere quel personaggio e non altri che avevo incontrato, ma che non corrispondevano.

Come definireste la vostra World Music?

Susy: La nostra World Music è sicuramente legata alla parola alternativa; partiti dalla Folk Music eravamo già con un orecchio teso a sonorità ibride, dove c’era il dark, influenze mediterranee, rock e tantissime altre ; una caratteristica dei DePookan è sempre stata un non avere confini di generi, data anche dall’uso della voce, degli strumenti antichi e elettronici e dei campionamenti.
Un sound eclettico, denso di stili diversi per creare il mondo nostro, quello dei “DePookan”.

Nicola: Per quanto mi riguarda, ma credo che anche per Susy sia la stessa cosa, preferisco pensare che la nostra sia semplicemente musica. Detto questo le nostre influenze musicali sono le più disparate.
Siamo nati in un contesto prettamente celtico, ma già nel primo CD avevamo preso una direzione molto personale. Io amo prendere spunto dalla musica popolare/folk sia dell’Europa che del bacino del mediterraneo, e reinterpretarla con strumenti attuali come chitarre elettriche, campioni, loop, etc… e far convivere gli strumenti elettronici con quelli strumenti acustici, come la viola da gamba e le percussioni, per creare un nostro mondo sonoro.

Dopo quasi trent’anni di silenzio, cosa vi ha spinto a tornare con un nuovo album?

Susy: Trent’anni di silenzio discografico, non di attività Live. Avevamo l’esigenza di mostrare una nuova direzione che non rimpiangeva un passato Celtico, ma che si arricchiva di un nuovo Sound; il senza confini rappresenta il nostro percorso artistico, la parte più pura di noi, quella che ci fa sperimentare e ricercare, rielaborando i nostri “vecchi” brani e che ci mette nuovamente nella posizione di ripartire; una nuova centratura, un nuovo percorso, una nuova direzione accogliendo i nostri mondi passati, presenti e futuri. Avevo citato proprio la simbologia dell’Uroboro. Tutto viene per poi rinascere, questo è il mondo “DePookan”, il canto ancestrale dei nostri Spiriti; siamo noi, in continuo divenire.

Articolo estratto dal sito the-beat.it – è possibile leggere tutto l’articolo su questo link

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